Sartorio
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about Sartorio
 

A DAY WITH
ANTONIO PAONE

Sartorio rappresenta la storia di un napoletano nel mondo. Qual è la storia di Antonio Paone?
Ho iniziato a lavorare alla Kiton a 22 anni, al fianco di mio zio, Ciro Paone. Il mondo della moda e in particolare la ricerca e la varietà dei tessuti mi hannoda sempre incantato.
Ricordo ancora i rocamboleschi e affascinanti viaggi in sua compagnia: partivamo in auto da Napoli alla volta della Scozia alla ricerca dei Cashmere più pregiati. Ad ogni viaggio Parigi e Londra erano tappe obbligate: univamo la necessità del la sosta al fascino della scoperta delle loro tendenze per poi rielaborarle, discuterne, confrontarci durante il viaggio.
Le lane più esclusive, invece, andavamo a cercarle a Biella. Una sosta lunga un paio di frenetiche settimane. Passavamo tutto il giorno immersi in metri e metri di tessuto concedendoci solo una breve pausa per il pranzo, che è un momento sacro per tutti noi, un rito improrogabile.
Così come la scelta del tessuto, del resto: un momento fondamentale per la creazione di un abito.
Il mio primo abito era grigio chiaro, in flanella 430 gr, del lanificio Carlo Barbera (che oggi appartiene alla Ciro Paone S.p.a.). Ora, dopo tanto tempo sono qui: seguo da un anno la linea Sartorio, supervisionandone la ricerca delle materie prime, lo stile e il design e curando le relazioni con i clienti.

Quanto conta la creatività nel suo lavoro?
Credo che la creatività sia importante in tutti i settori lavorativi, qualsiasi sia il ruolo che si ricopre. Non esiste innovazione senza creatività. Nella moda, poi, la creatività conta tantissimo: è alla base delle nostre decisioni. Un’idea, un’ispirazione che nasce dal singolo contagia i gruppi creativi e le decisioni aziendali. Se fosse possibile dare un peso al genio creativo quanto conta, oggi, nella moda? Quanto il rigore e la dedizione meticolosa? Sono alla pari. Il genio creativo è indispensabile ma da solo non è sufficiente. Occorrono il duro lavoro, il rigore, la dedizione, l’impegno per raggiungere gli obiettivi auspicati.

Quale è il suo motto?
Più che un motto è una filosofia di vita, maturata con l’esperienza. Qualsiasi cosa si faccia, occorre tenacia e convinzione nel fare le cose. Una sano coraggio, per affrontare la vita a muso duro.

Da cosa trae ispirazione Sartorio per fare la differenza?
Sicuramente dalla qualità dei tessuti. Come quando ho iniziato, la scelta delle materie prime è indispensabile per valorizzare in termini assoluti un capo di abbigliamento.

Chi sono gli uomini cui Sartorio si riferisce?
L’uomo di Sartorio è un uomo giovane, cittadino del mondo. Un uomo che conosce i primi successi professionali, che non si lascia intimidire, che è capace di difendere le sue scelte con vigore.

Cosa rappresenta per la sua azienda il Made in Italy?
Rappresenta la garanzia del successo, un raffinato bollino artistico. Un prodotto italiano è sinonimo di ottima qualità, riconosciuta tradizione, innegabile cultura, sensibilità estetica. Quale altro paese, se non l’Italia, può contare su un “curriculum” così ricco?

Ci può descrivere, brevemente, i prossimi obiettivi della sua azienda?
Tra gli obiettivi a medio termine c’è sicuramente la volontà di continuare a dare risalto all'incomparabile qualità dei nostri capi e alla meticolosa scelta di ogni accessorio. Abbiamo anche intenzione di ampliare la gamma dei prodotti in produzione così da potenziare il nostro brand, rendendolo unico, insostituibile.

Quanto è importante il mercato per lei e quali sono i mercati cui guarda con maggiore interesse?
L’Italia resta il mercato di riferimento sia per l’inarrestabile ricerca alla base delle nostre produzioni che per le ispirazioni, i riferimenti, le contaminazioni creative.
Il nostro business si espande però a livello mondiale: negli USA siamo riconosciuti come simbolo del buon gusto italiano e a seguire sicuramente Cina, Russia e Medioriente, mercati costantemente in espansione.

Cambiano i tempi , l'uomo del III millennio è un uomo libero di esprimersi e di osare eppure la percezione dell'eleganza rimane immutata. Qual è il segreto di un uomo di classe, oggi?
Evitare di ostentare, riuscire ad essere impeccabile senza apparire: è questa la qualità di un uomo di classe. “Lessisbetter”: l’attitudine alla raffinatezza è nella scelta di dettagli!

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Credits: nmkstudio.com